Ultima modifica: 16 maggio 2018
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DA MILANO A MAUTHAUSEN: 9 MUNICIPI PER LA MEMORIA

Dal 4 al 7 maggio, sette ragazzi del nostro istituto e altri provenienti da scuole scelte in rappresentanza delle nove zone di Milano hanno compiuto un viaggio in onore della memoria.

Il viaggio per raggiungere Linz, luogo in cui si pernottava, è stato lungo e pesante, ma non quanto fu ogni attimo in quei campi, che negli anni bui della Seconda Guerra Mondiale, hanno condotto più di un milione di uomini, donne e bambini alla morte.

Prima tappa del nostro viaggio, lo stesso giorno della partenza, è stata Bolzano per una breve sosta al monumento della memoria, dove è stata deposta la prima corona d’alloro, e la visita del campo di Greis, dove è stato possibile ascoltare la testimonianza di un sopravvissuto. Le sue parole, cariche di gioia e speranza, sono state incoraggianti.

Il giorno successivo è stato molto più intenso. La mattina presto abbiamo raggiunto il campo di Hartheim, un castello rinascimentale adibito a campo di sterminio per disabili e infortunati a partire dal 1940. Tra di noi, in molti sono stati a considerare questo luogo come il più triste e sinistro per svariati motivi: la sua storia, che gli conferisce il primato di essere uno dei pochi campi da cui nessuno è mai tornato, la presenza di una camera a gas visitabile e la commemorazione a cui abbiamo assistito, una coinvolgente alchimia di musica e racconti di testimoni che hanno visto i propri genitori portati via per mai più ritornare. A cavallo della pausa pranzo siamo tornati a Linz, per visitare il “Museo del Lavoro Coatto”, situato nella zona industriale della cittadina.

Lo stesso pomeriggio abbiamo visitato ciò che rimane del campo di sterminio di Gusen, poco fuori Linz. Molta dell’area è stata venduta dal Comune a privati. Il terreno rimasto invenduto e sottratto alla lottizzazione, che circonda l’area del forno crematorio, venne acquistato da un gruppo di reduci di vari stati europei, tra cui un italiano, un francese e un belga e nel 1965 vene inaugurato il Memoriale, ideato dall’architetto Ludovico Barbiano di Belgiojoso, anch’egli ex deportato.

Abbiamo assistito alla cerimonia del campo e deposto la nostra corona d’alloro. Anche a Gusen abbiamo avuto la possibilità di ascoltare testimonianze dei figli dei deportati.

Il 6 maggio abbiamo passato l’intera giornata al Campo di Mauthausen. Al mattino, dopo la deposizione della corona d’alloro al monumento degli italiani, abbiamo assistito al 73° anniversario della Liberazione del Campo, seguendo la cerimonia e il Giuramento di Mauthausen. Il pomeriggio è stato dedicato alla visita guidata del Campo e della Scala della Morte, un malefico strumento di tortura nazista, sintesi della caratterista principale di Mauthausen di sterminare i prigionieri mediante il lavoro forzato.

Il giorno seguente è stato il giorno del ritorno a casa. Ognuno di noi è tornato con qualcosa che resterà indelebile nel proprio cuore, colmo di tristezza ripensando a ciò che l’umanità è stata ed è in grado di fare ancora tutt’oggi nel mondo, ma fieri di aver intrapreso questo viaggio, perché nella memoria sopravvive il passato per migliorare il futuro.

(Riccardo Provasi, IVA) – Il viaggio è stato organizzato da Aned e Anpi e finanziato dal Comune di Milano. Altri componenti del viaggio: Chiara Rognoni, Flavia Caradonna, Marta Albini di 4B, Edoardo Traverso di 4A , Alice Audero, Luca Mandelli 4D e  la professoressa Olga Marra.




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