Le riforme necessarie per la scuola superiore e per i licei in Italia


riformare la scuola italiana per il mondo del lavoro
riformare la scuola italiana per il mondo del lavoro


A seguito della apertura del nuovo anno scolastico 2022-2023, molte famiglie italiane hanno incominciato a fare i conti con il caro scuola e con tutti i problemi economici che colpiscono soprattutto gli studenti del liceo più fragili e bisognosi di aiuto. Nonostante la spesa per la cultura dei figli sia infatti un elemento ritenuto come indispensabile per la stragrande maggioranza delle famiglie italiane, quest'anno, in particolare, il tema del caro scuola ha prodotto una serie di preoccupazioni giustificate, perché molti italiani stanno incominciando a guardare con preoccupazione alla prospettiva di un inverno gelido senza riscaldamento, con bollette per la luce elettrica e per il gas domestico veramente salate e con una impellente recessione economica che potrebbe mettere in pericolo milioni di posti di lavoro. In tutto questo periodo di campagna elettorale, il tema della scuola e delle necessità degli studenti italiani è stato affrontato abbastanza superficialmente, anche se è proprio nella scuola che si nascondono i problemi del domani. Dopo un lungo periodo di lockdown che ha messo alla prova la psiche degli studenti del liceo, oltre che la propria formazione scolastica, i giovani italiani sono destinati ad essere martoriati un altro po' dalla crisi economica, in un cocktail di avvenimenti che può risultare esplosivo nel breve termine.


riformare la scuola italiana per il mondo del lavoro
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Gli studenti del liceo e le studentesse del liceo sono indubbiamente i lavoratori di domani e c'è da essere veramente preoccupati se la nostra manodopera del futuro non avrà l'istruzione e la formazione che chiedono le nuove attività economiche. Tanto si parla della scuola italiana e si dice che è ai primi posti in Europa e nel mondo... Ma tutto questo è un fatto che esiste solamente nella nostra immaginazione e che non collima con la realtà dei fatti! I giovani italiani sono tra i peggio pagati in Europa e nel mondo occidentale in genere. Mediamente uno studente universitario italiano, appena ottenuto l'agognato pezzo di carta da appendere alla parete, non riesce a trovare un lavoro che gli consenta di avere uno stipendio in grado di contenere i costi crescenti degli affitti e della vita e deve continuamente fare affidamento alle sempre più magre ed incerte risorse dei genitori. E' possibile che dopo 5 anni di formazione universitaria, altrettanti di formazione presso le scuole superiori e 8 anni di istruzione inferiore, un ragazzo italiano laureato prenda meno di un operaio? Ebbene sì! E la risposta a questo problema è che probabilmente la scuola italiana necessita di riforme significative che la sgancino dall'essere un semplice poltronificio per insegnanti sottopagati ad essere un vero centro formativo degli uomini e delle donne di domani.


riformare la scuola italiana per il mondo del lavoro
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Ancora oggi la scuola italiana è ancora alla riforma Gentile di epoca fascista. Tutto l'impianto su cui la scuola italiana è attualmente costruita si fonda su un periodo storico che è passato e morto per via dei grandi sconvolgimenti del 1900. Eppure, nonostante tutto intorno alla scuola sia cambiato più e più volte, la scuola italiana è sempre rimasta ferma alla Riforma Gentile. Possiamo veramente dire che la scuola italiana non necessiti di una riforma significativa? Possiamo dire che è illogico che in un liceo scientifico gli studenti debbano studiare latino e letteratura italiana per oltre 10 ore alla settimana, mentre le ore di inglese sono 2-3 (soprattutto atteso che, per ottenere stipendi decorosi, molti giovani italiani sono costretti a migrare all'estero??)? Noi pensiamo proprio di no... E fintanto che questi problemi non saranno risolti, sarà veramente difficile, se non impossibile, uscire da questa recessione che già per diversi decenni sta riguardando il nostro paese... Dopo l'euforia del PNRR e del debito pubblico gratis, verrà alla fine il conto da pagare e dovranno proprio essere i nostri giovani italiani e le nostre giovani italiane a doversene fare carico... Sarà meglio che siano intellettualmente preparati a farlo? O vogliamo ancora continuare a pensare che i giovani italiani siano solamente maniaci del sesso amatoriale e che non vedono l'ora di perdere la verginità?



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